Napoli è una città sorprendente che nasconde bellezza e storia in ogni suo angolo. Spesso capita di passeggiare perdendosi tra i vicoli, alla ricerca delle opere d’arte celate dietro i portoni dei palazzi antichi, o a decine di metri di profondità dove non vi aspettereste mai di scendere.
E se molti sono i monumenti pagani, risalenti anche e soprattutto all’età greca e a quella romana, tantissimi sono i monumenti religiosi.
A Napoli, infatti, arte e fede si sono unite nei secoli regalando alla città monumenti unici, che i napoletani hanno custodito e venerato.
Vi abbiamo portati già alla scoperta di due monasteri molto celebri della città, quello di San Martino e quello di Santa Chiara, eppure ce ne sono tanti altri che meritano di essere visitati.
Oggi vogliamo farvi conoscere altri 5 monasteri di Napoli, seguendo un itinerario alla scoperta dei segreti che custodiscono:
Monastero dei Santi Marcellino e Festo
Situato nel centro storico di Napoli, il complesso monastico dei Santi Marcellino e Festo è oggi sede della prestigiosa università di Napoli Federico II.
La storia di questo monastero inizia durante il Medioevo, quando il complesso fu affidato all’allora duca di Napoli Stefano II. Diverse crisi economiche succedutesi negli anni hanno causato, nel 1565, la soppressione del monastero di San Festo, con conseguenti problemi per le monache che lo abitavano: molte di loro, infatti, furono fatte prigioniere.
La restaurazione del complesso risale invece al ‘700, quando Luigi Vanvitelli gli donò un nuovo splendore, oggi motivo di visita da parte degli appassionati dell’arte e dell’architettura.
Con il regno di Gioacchino Murat, infine, il complesso monastico divenne un convitto, per poi essere ufficialmente trasformato nel 1900 nella sede dell’Università Federico II e del Museo di Paleontologia di Napoli.
Celebre è il chiostro del complesso, nonché l’oratorio della Scala Santa, pregevole opera di Vanvitelli.
Monastero dell’Eremo dei Camaldoli
Posizionato in un punto panoramico da cui godere di una vista unica sulla città di Napoli, il Monastero dell’Eremo dei Camaldoli è appartenuto all’antica congregazione dei monaci eremiti di Monte Corona.
Il complesso è stato fondato nel 1585 da Giovanni d’Avalos, in un luogo dove già esisteva una chiesa intitolata al Ss. Redentore.
La storia di questo monastero ha visto due soppressioni: la prima, da parte di Napoleone, nel 1805; la seconda nel 1866 per volere dei Savoia.
Qui è possibile visitare la chiesa barocca che conserva opere di prestigio di artisti quali Massimo Stanzione, Federico Barocci, Evangelista Schiano.
Il complesso, inoltre, comprende anche una biblioteca e un refettorio.
Monastero di San Gregorio Armeno
Il complesso monastico di San Gregorio Armeno, situato nell’omonima e celebre via, è uno dei più maestosi e antichi della città.
Alcuni sostengono che il monastero sia stato edificato sulle rovine del tempio di Cerere, divinità romana della terra e della fertilità.
In epoca normanna, intorno all’anno 1000, il monastero unì al suo interno quattro oratori circostanti e, in questa occasione, fu affidato ai monaci benedettini.
Nel 1500 l’edificio fu poi oggetto di un grande rifacimento, che portò anche alla costruzione della chiesa nuova.
In questo luogo sono avvenuti anche importanti eventi, come quello del 1443, anno in cui Ferdinando I di Napoli ricevette la benedizione per la successione al trono del padre Alfonso d’Aragona.
Imperdibili sono lo scalone monumentale e il portale d’ingresso del monastero, caratterizzato da un affresco di Giacomo del Pò, nonché i magnifici interni barocchi che rapiscono i visitatori, fedeli ed amanti dell’arte.
Monastero di Santa Maria de’ Miracoli
Situato a poca distanza da via Foria e dalla stazione centrale, il monastero di Santa Maria de’ Miracoli risale al XVII secolo.
Il suo convento fu affidato ai padri Riformati Conventuali di San Lorenzo, per poi passare nel ‘600 all’associazione del Pio Monte della Misericordia quando l’ordine religioso fu soppresso.
Dopo l’Unità d’Italia il monastero è stato intitolato alla principessa Maria Clotilde di Savoia, e oggi è sede di una scuola pubblica.
Da visitare all’interno del complesso la chiesa, quasi totalmente rimodernata nel ‘700, e il chiostro dei miracoli, voluto da Giovanni Camillo Cacace.
Monastero di Suor Orsola Benincasa
Considerato uno dei più vasti complessi architettonici di Napoli, il monastero di Suor Orsola Benincasa si trova nel centro storico della città.
Fu fondato da Orsola Benincasa, una suora napoletana vissuta nel ‘500 che fu al centro di numerose esperienze mistiche. Considerata una figura centrale della controriforma a Napoli, Orsola Benincasa fu la fondatrice delle romite e delle oblate dell’Immacolata Concezione, oggi chiamate suore teatine.
Il monastero è oggi sede dell’università omonima, ed esercita ancora un forte richiamo turistico-culturale grazie alla chiesa antica dell’Immacolata fondata alla fine del ‘500; alla chiesa nuova dell’Immacolata; alla raccolta d’arte della fondazione Pagliara; e ai giardini del complesso.
Avrete dunque capito che una passeggiata a Napoli è una vera scoperta inaspettata. Molti degli antichi edifici che ospitavano i monasteri della città oggi sono stati reinventati per ospitare scuole ed università, eppure conservano ancora la loro bellezza artistica, e raccontano storie di fede che non perdono mai il loro fascino.