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Quali sono gli orari per visitare la Chiesa di Santa Luciella a Napoli?

A Napoli, in un vicolo del centro antico, si nasconde un piccolo gioiello: la chiesa di Santa Luciella, una delle più antiche della città. Riscoperta da poco grazie agli abitanti del posto, e valorizzata dall’Associazione Respiriamo Arte, merita assolutamente una visita per gli appassionati di storia e non solo. Offre infatti anche un’esperienza unica e suggestiva alla scoperta del tradizionale culto napoletano dei morti.

La storia della chiesa

La chiesa è stata fondata nel 1327 da Bartolomeo di Capua, giurista e consigliere di Carlo II d’Angiò e di Roberto I, che sosteneva di aver ricevuto una grazia da Santa Lucia e per questo doveva renderle omaggio. Date le piccole dimensioni dell’edificio, Lucia è diventata Luciella come vezzeggiativo del nome originale e, all’inizio del XVII secolo, era conosciuta come Cappella dell’Arte dei Molinari, ovvero dei mugnai. Solo nel 1748 assunse l’aspetto che vediamo adesso, quando divenne la sede e il luogo di culto per la Corporazione dei Pipernieri. Le loro preghiere erano indirizzate a Santa Lucia, protettrice degli occhi, affinché li proteggesse dalle schegge durante il lavoro. Il piperno, infatti, è una roccia vulcanica e, nel lavorarla, il viso e soprattutto gli occhi erano molto esposti a inconvenienti spesso anche molto gravi.

Danneggiata dal terremoto, nel 1980 purtroppo inizia il suo declino e subisce un generale abbandono e degrado per trent’anni, fino a diventare una vera e propria discarica di rifiuti di ogni tipo. Finalmente nel 2016, grazie all’associazione Respiriamo Arte, sono cominciati i lavori per il restauro e il recupero completo dell’edificio. La chiesa è stata riaperta in tempi record al pubblico, in sicurezza, nel 2019.

La chiesa tra occhi e teschi

All’esterno si può notare un piccolo campanile, ampio portale in piperno con lo stemma della confraternita e una grande finestra in stile gotico.

All’interno la chiesa si presenta con uno stile barocco, con una navata rettangolare e un meraviglioso pavimento con rivestimento in maiolica che il tempo e il degrado non sono riusciti a rovinare.

Si possono ammirare l’Immacolata Concezione sull’altare maggiore e altri due altari minori, uno dei quali dedicato a Santa Lucia, con affreschi e un quadro che raffigura i suoi occhi, oltre ai tanti ex voto per ringraziare delle benedizioni ricevute. Orna la piccola chiesa un antico organo del 1700 che si trova vicino al coro, ma quello che sicuramente colpisce tutti i turisti è il manichino posto all’ingresso vestito con l’uniforme della confraternita della fine del 1700. Il manichino è rappresentato nascosto dal cappuccio, sia per non svelare l’identità che come atto di vergogna per i peccati commessi nelle epoche passate.

Nella sagrestia è disposto un antico armadio che contiene gli oggetti recuperati nel corso del restauro e della pulizia generale durante il periodo di abbandono. Qui si possono anche vedere le campane risalenti al 1700 che verranno installate nuovamente quando la struttura permetterà di farlo in sicurezza.

Dalla sagrestia si può scendere all’ipogeo, la cripta sotterranea tipica del culto delle anime del purgatorio di Napoli. Un viaggio alla scoperta delle antiche tradizioni napoletane nel luogo in cui si adottavano e si pregavano i teschi e le loro anime, in cambio di grazie o guarigioni. Tra i tanti, è diventato famoso il teschio con le orecchie, risalente al 1600. La tradizione racconta che le persone pensassero che queste orecchie potessero ascoltare le suppliche e riferirle nell’aldilà. In realtà, non sono vere e proprie orecchie, ma solo un distaccamento laterale osseo dal cranio che non si sono mai decomposte. Grazie a questa reliquia la chiesa è ormai conosciuta come chiesa del teschio con le orecchie.

Quando e come visitare la chiesa

La chiesa si trova poco distante da Via San Gregorio Armeno, conosciuta come la strada dei presepi, ed è accessibile dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18 con visite guidate che partono ogni mezz’ora. Il costo del biglietto è di 5 euro. Per informazioni e prenotazioni contattare l’associazione Respiriamo Arte che si occupa della gestione del sito da anni con grande impegno e passione per riscoprire e valorizzare il patrimonio storico, culturale e artistico della città.

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