L’isola di Capri ogni anno conquista turisti provenienti da tutto il mondo, grazie alla sua ricchezza naturale e artistica che custodisce. Tra queste bellezza spicca, nel centro storico di Anacapri, proprio al centro di Piazza San Nicola, una delle chiese più belle della Campania: la chiesa di San Michele.
La storia
La sua costruzione risale tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 sui resti della chiesa di San Nicola, e venne fondata vicino al convento delle teresiane da suora Madre Serafina di Dio. La religiosa aveva promesso a San Michele che, se avesse liberato Vienna dall’assedio dei turchi, avrebbe eretto una chiesa in suo onore. Ciò che invece rimane della chiesa di San Nicola sono il campanile e il chiostro, ancora visibili.
Grazie alla donazione del nobile sardo Antonio Migliaccio che amava trascorrere l’estate a Capri, la prima pietra fu posata nel 1690, grazie anche alla collaborazione del vescovo Michele Gallo.
Oggi si prende cura della chiesa e della sua manutenzione, con amore e dedizione, la Congregazione dell’Immacolata Concezione.
L’architettura e l’arte
La chiesa è stata progettata da Andrea Domenico Vaccaro con la sua facciata semplice e bianca, in stile barocco. La sua pianta è ottagonale a forma di croce greca con due cappelle laterali, ma la caratteristica più rilevante che attira i turisti è la pavimentazione. La navata, infatti, è formata da piastrelle di ceramica dipinte a mano che raffigurano Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre, circondati da tante tipologie di alberi e vari animali. Tra gli animali più particolari si può notare anche un esemplare di unicorno, che rappresenta Cristo e l’amore di Dio per gli uomini. Quest’opera spettacolare è stata creata da Leonardo Chiaiese nel 1761 ed è davvero il capolavoro che non può non lasciare senza fiato i visitatori. Per conservarlo e preservarlo al meglio non è possibile calpestare il pavimento e sono state montate delle passerelle laterali. Ma se lo si vuole ammirare dall’alto, e magari fotografarlo, basta salire una piccola scala a chiocciola vicino all’entrata, dove si raggiunge il luogo riservato all’organo.
Impossibile non ammirare, tra l’altro, anche il grande altare di marmo di Carrara dai colori giallo e verde realizzato da Agostino Chirola nel 1719, con due angeli scolpiti ai lati.
Al di sopra attira subito l’attenzione, grazie ai suoi colori vivaci, un dipinto raffigurante san Michele Arcangelo con vesti da guerriero e il volto splendente, di Nicola Malinconico, risalente al 1719.
Grazie alla luce che entra intensa dalle finestre, si possono notare le belle decorazioni dei due altari che si trovano lateralmente, oltre alla cupola in stile barocco di scuola classica napoletana, con stucchi dai colori bianchi e gialli. Tra le opere si possono ammirare anche dipinti di Solimena e di De Matteis, allievo di Luca Giordano, che ritraggono l’Annunciazione e tre dipinti dell’Angelo Custode. Inoltre, sopra l’altare a sinistra si trova La Natività di Giacomo Del Po.
Piccole curiosità
Tra il 1806 e 1808 la chiesa di San Michele venne usata come deposito di armi e dormitorio dei militari durante l’occupazione francese e inglese. Torna alla bellezza originale grazie a Ferdinando I di Borbone solo nel 1817.
L’altare fu trasportato con una scialuppa da Napoli, città in cui è stato creato. Attraverso più di 900 gradini e alla forza e alla pazienza di un mulo, arrivò dal porto alla chiesa di Anacapri senza subire alcun danno.
Lo storico Roberto Pane definì la chiesa uno degli esempi più belli dell’architettura napoletana del 1700.
Ingresso e orari di apertura
Per l’accesso alla chiesa di San Michele si deve fare il biglietto versando un piccolo contributo di tre euro. L’orario di ingresso, da aprile a settembre, è dalle ore 10 alle 19, mentre da ottobre a marzo è ridotto, dalle 10 alle 15. Gli orari possono variare, motivo per cui è sempre meglio informarsi prima di recarsi sul posto.