Nel Vallo di Diano, a pochi chilometri dalla città di Salerno, sorge la Certosa di Padula, nota anche come la Certosa di San Lorenzo, a cui è dedicata. Si tratta di un maestoso complesso di arte barocca di oltre 50.000 metri quadrati, i quali l’hanno resa la certosa più grande d’Italia e una delle maggiori in Europa. Ma la sua importanza è data soprattutto dal patrimonio architettonico e artistico che ha lasciato, riconosciuto nel 1998 dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
La storia della Certosa di Padula
Per costruire la Certosa il nobile Tommaso II Sanseverino, nei primi anni del 1300, fece abbattere la chiesa benedettina di San Lorenzo. Il suo intento era quello di rendere questo edificio così importante da entrare nelle grazie dei sovrani del regno di Napoli, la famiglia Angiò. Venne donata poi all’ordine religioso francese dei Certosini e diventò la seconda chiesa del Sud Italia gestita dai monaci, dopo quella in Calabria di Serra San Bruno.
Grazie alla sua posizione strategica, è diventata molto importante non solo dal punto di vista religioso, ma anche economico, finché non è stata riconosciuta come uno snodo cruciale per le vie commerciali di tutto il meridione. Era infatti l’unico centro di raccolta della zona e i monaci qui producevano frutta e ortaggi, olio e vino, sia per il loro sostentamento che per venderlo all’esterno.
Terminata nel 1600 la dinastia dei Sanseverino, la certosa passò di proprietà ai monaci che ereditarono così anche tutte le terre circostanti.
Nel 1700 venne stravolta con varie ristrutturazioni e restauri che ne modificarono lo stile: da chiesa gotica divenne una delle rappresentazioni più importanti dell’arte barocca nel regno di Napoli, proprio come la vediamo oggi.
Le bellezze da vedere
In tutto il complesso colpiscono sotto il punto di vista artistico e architettonico le decorazioni eleganti e gli affreschi, oltre ai meravigliosi pavimenti in ceramica.
La certosa è composta da 350 camere, 13 cortili e 41 fontane, il tutto racchiuso in una muraglia lunga più di due chilometri. L’edificio si divide in due zone: la casa bassa e la casa alta. Nella bassa si trovano i locali produttivi, quelli per la gestione e il sostentamento come le scuderie, le lavanderie, le stalle e le farmacie, mentre la parte alta era riservata alla residenza e alla vita quotidiana dei monaci con le loro camere private, la chiesa, la cucina e le sale per la meditazione e la preghiera. Nella casa alta, oggi come allora, regna un silenzio assoluto carico di devozione.
La facciata principale ha subito molti interventi durante il 1700 e si possono ammirare le quattro sculture che raffigurano i santi Bruno, Paolo, Pietro e Lorenzo, realizzate da Domenico Antonio Vaccaro. Inoltre sono presenti i busti raffiguranti i quattro evangelisti, la Madonna e Sant’Anna.
Tutto il complesso rimane immerso nella natura e rappresenta il luogo perfetto per raccogliersi in meditazione, grazie anche ai numerosi giardini dai quali è circondato.
Il chiostro grande di 15.000 metri quadrati, il più vasto del mondo, è formato da due portici con 84 archi dove sono rappresentati santi, angeli e i padri fondatori. Il giardino è diviso in quattro parti da altrettante vie, e al centro è collocata una fontana del 1640.
Il chiostro piccolo risale invece al 1500 e nella parte superiore è completamente affrescato da paesaggi, mentre il chiostro del cimitero è risalente ai primi anni del 1700 e accoglie lapidi, rilievi e sculture su una pavimentazione in terracotta.
La certosa, al suo interno, ospita il museo archeologico della lucania occidentale che custodisce reperti di vari periodi storici passati, dall’età del ferro all’epoca romana.
Informazioni e curiosità
Nel corso dei secoli la certosa ha assunto varie forme: con l’arrivo delle truppe di Napoleone, nel 1807 i padri certosini furono costretti ad abbandonare il complesso che divenne così una caserma, motivo per il quale perse molte delle sue opere d’arte custodite al suo interno, inclusi i dipinti.
Durante le due guerre mondiali, invece, divenne un luogo di prigionia e di concentramento. Nel 1967 la certosa divenne il set del film ‘C’era una volta‘ di Francesco Rosi che raccontò la dominazione spagnola con protagonista Sophia Loren.
La certosa è aperta tutti i giorni, escluso il martedì, dalle 9 alle 19. È consigliabile effettuare la visita con una guida turistica per ammirare il complesso in modo ottimale.